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Scanner intraorale e impronta digitale: cosa fa l'ASO nello studio

Scanner intraorale e impronta digitale: cosa fa l'ASO nello studio

In breve. Lo scanner intraorale è un dispositivo che proietta luce sui denti, ne acquisisce in sequenza le immagini e le trasforma in un modello 3D dell'arcata: è l'impronta digitale dentale. Il file, spesso in formato STL, va al laboratorio o al software CAD/CAM senza passare dal gesso. Secondo le revisioni scientifiche più recenti è affidabile su singoli elementi e settori, mentre su arcate complete ed edentule l'accuratezza resta il punto da controllare. L'ASO prepara il paziente, tiene il campo asciutto, riprocessa il puntale secondo le istruzioni del produttore e gestisce i file come dati sanitari.

Se nel tuo studio è arrivato lo scanner, o sta per arrivare, il lavoro non sparisce: cambia forma. Meno spatole, cucchiai e buste per il laboratorio, più attenzione all'asciugatura, alla gestione dei puntali, all'invio corretto dei file e alla loro conservazione. Sono passaggi in cui l'odontoiatra conta su di te, e in cui un errore si paga con una scansione da rifare o con un dato del paziente finito nel posto sbagliato.

Cos'è lo scanner intraorale e come funziona l'impronta digitale

Lo scanner intraorale è uno strumento ottico che rileva la forma di denti e tessuti e restituisce un modello tridimensionale al computer. Una revisione della letteratura pubblicata su BMC Oral Health ne descrive il funzionamento in tre passaggi:

  1. il puntale proietta una sorgente luminosa (laser o, nei dispositivi più recenti, luce strutturata) sulla superficie da rilevare;
  2. i sensori acquisiscono le immagini e il software le elabora in una nuvola di punti;
  3. la nuvola di punti viene trasformata in una superficie 3D (mesh), che diventa il modello virtuale dell'arcata.

Ogni immagine copre un'area piccola: per ottenere l'arcata intera il software unisce molte immagini una dopo l'altra. Questa "cucitura" è uno dei motivi per cui le scansioni lunghe sono più delicate di quelle di pochi denti, come spiega una revisione narrativa del 2025 pubblicata sull'Australian Dental Journal.

File STL dentale: formato aperto e formato proprietario

Il file STL dentale è il formato aperto più diffuso per scambiare modelli 3D: si apre con qualsiasi software CAD. Accanto all'STL esistono altri formati aperti (OBJ, PLY) e i formati proprietari. La stessa revisione su BMC Oral Health distingue tra sistemi aperti, che esportano file utilizzabili da qualunque software, e sistemi chiusi, che producono solo il file proprietario leggibile dal software dello stesso produttore, a volte con un costo per sbloccare l'esportazione. Per te la differenza è pratica: prima di inviare una scansione chiedi in che formato la vuole il laboratorio.

Flusso digitale in odontoiatria: dove entra il CAD/CAM

Il flusso digitale in odontoiatria è la sequenza in cui il dato nasce digitale e resta digitale fino al manufatto. La scansione viene importata in un software CAD (progettazione assistita), dove si disegna il restauro, poi passa al CAM (produzione assistita) per la fresatura. Il CAD/CAM in odontoiatria è quindi la parte "a valle" della scansione: se la scansione è imprecisa, tutto il resto eredita l'errore.

Quando si usa lo scanner intraorale

La letteratura ne descrive l'impiego in diversi ambiti clinici. Nella pratica dello studio li incontri così:

AmbitoUso descritto in letteraturaCosa ti chiede in più
Protesi fissaImpronte di preparazioni per corone singole e ponti di breve estensioneFili di retrazione pronti, campo asciutto, controllo del sanguinamento
ImplantologiaRilevazione della posizione degli impianti con scan body, pianificazione e chirurgia guidataScan body disponibili e riprocessati, campo libero da saliva
OrtodonziaDiagnosi, allineatori, retainer e dispositivi su misuraScansioni di arcata completa e del morso, archiviazione ordinata nel tempo
Protesi mobileUso possibile sulle aree di appoggio, con limiti sui tessuti mobiliSpesso flusso misto, digitale più impronta tradizionale

Impronta digitale o tradizionale: cosa dicono gli studi

Quando si confronta l'impronta digitale dentale con quella convenzionale, le revisioni sistematiche danno un quadro che vale la pena conoscere con precisione, senza entusiasmi e senza diffidenze.

Accuratezza: settori, arcata completa, arcate edentule

  • Singoli elementi e settori. Un'umbrella review del 2025 (Cureus), che ha messo insieme 10 revisioni sistematiche, riporta un'accuratezza elevata soprattutto per restauri singoli e quadranti.
  • Arcata completa. Una revisione sistematica con meta-analisi su 9 studi clinici (Journal of Clinical Medicine, 2024) conclude che la maggior parte dei lavori trova un'accuratezza simile tra digitale e convenzionale, entro soglie clinicamente accettabili, ma con risultati contrastanti e metodi di misura molto diversi tra loro.
  • Arcate edentule. Una revisione sistematica su 12 studi (Dentistry Journal, 2023) trova un'accuratezza paragonabile alle impronte convenzionali sui tessuti duri con mucosa aderente, e le discrepanze maggiori su bordi periferici e palato molle.
  • Ponti lunghi. La revisione su BMC Oral Health del 2017 indicava che la letteratura non supportava l'uso dello scanner per restauri estesi su denti naturali o impianti.

L'umbrella review segnala anche un limite di metodo: buona parte delle revisioni si basa su studi in vitro. Per questo la scelta tra digitale, tradizionale o un flusso misto resta caso per caso e spetta all'odontoiatra.

Comfort del paziente e tempi

Una revisione sistematica pubblicata sul Journal of Prosthetic Dentistry nel 2018 ha incluso 5 studi: in 4 i pazienti hanno trovato la tecnica digitale più confortevole, con meno ansia e meno sensazione di nausea; in uno non c'erano differenze. Sui tempi, 3 studi davano più rapida la digitale e 2 la convenzionale. L'umbrella review del 2025 riporta invece che gli scanner riducono in genere il tempo della procedura e sono preferiti dai pazienti. Per il paziente con forte riflesso del vomito, la revisione del 2017 cita proprio la difficoltà a tollerare il cucchiaio tradizionale come uno dei motivi per preferire la scansione.

La curva di apprendimento

Lo scanner non si impara in un pomeriggio. In uno studio in vivo dell'Università Semmelweis (BMC Oral Health, 2020) dieci studenti di odontoiatria hanno eseguito dieci impronte digitali complete a testa: il tempo medio è sceso da 23 minuti e 9 secondi alla prima scansione a 15 minuti e 28 secondi alla decima. Gli autori notano anche che andare più veloci non significa scansionare meglio: le scansioni più rapide richiedevano più correzioni. Per lo studio vuol dire mettere in conto un periodo di rodaggio, in cui l'organizzazione degli appuntamenti deve lasciare margine. Per il metodo tradizionale, passo per passo, leggi la guida ad alginato e impronte dentali.

Il ruolo dell'ASO nella scansione intraorale

La scansione è un gioco di squadra. La revisione dell'Australian Dental Journal lo dice in una frase netta: lo scanner rileva con accuratezza solo le strutture che sono ben visibili e asciutte. Gran parte di quella condizione la crei tu.

Prima: paziente e postazione

  • Spiega al paziente cosa sta per succedere: niente materiale in bocca, un puntale che si muove sui denti, la possibilità di vedere il modello sullo schermo.
  • Verifica che lo scanner sia acceso, collegato al computer e al gestionale, con la scheda del paziente giusta già aperta: una scansione salvata sul paziente sbagliato è un problema clinico e di privacy insieme.
  • Prepara il puntale riprocessato o la barriera prevista dal produttore, gli scan body se si lavora su impianti, i fili di retrazione se si scansiona una preparazione.

Durante: isolamento e asciugatura

  • Asciuga e aspira. Saliva e umidità disturbano la lettura ottica. Uno studio in vitro (BMC Oral Health, 2024) ha rilevato che la presenza di saliva riduce in modo significativo l'accuratezza del trasferimento digitale della posizione implantare.
  • Tieni lontani i tessuti. Guance, lingua e labbro, se non divaricati, finiscono nella scansione e la rendono inutilizzabile.
  • Controlla il sanguinamento. La revisione del 2017 ricorda che il sangue può coprire i margini della preparazione; il solco gengivale si richiude rapidamente dopo la rimozione del filo, quindi i tempi tra te e l'odontoiatra devono essere stretti.

Dopo: puntale, disinfezione e postazione

Il puntale entra in contatto con le mucose. Nella classificazione usata dai CDC statunitensi per il controllo delle infezioni in odontoiatria, gli oggetti che toccano mucose o cute non integra sono "semicritici": se tollerano il calore vanno sterilizzati a calore, se non lo tollerano richiedono almeno una disinfezione di alto livello. Per i dispositivi digitali che entrano in bocca, gli stessi CDC rimandano alle istruzioni del produttore, perché la possibilità di sterilizzarli cambia da modello a modello. In pratica:

  • leggi e tieni a portata di mano le istruzioni del produttore del vostro scanner: dicono se il puntale è monouso o riprocessabile, con quale metodo e per quanti cicli;
  • non improvvisare con disinfettanti diversi da quelli indicati: possono danneggiare le parti ottiche;
  • il corpo dello scanner, la tastiera e lo schermo toccati con i guanti rientrano nella pulizia delle superfici della postazione, secondo il protocollo dello studio.

Il resto del percorso di riprocessazione segue le regole che conosci già: trovi un ripasso su sterilizzazione e protocolli igienici nello studio odontoiatrico.

Invio al laboratorio e archiviazione

Con il digitale il laboratorio riceve la scansione in pochi minuti e, come osserva la revisione del 2017, l'odontotecnico può verificarla subito e chiederne una nuova prima che il paziente lasci lo studio. Il tuo compito è far viaggiare il file giusto, completo e nel formato richiesto: arcate, morso, eventuali note e colore indicati dall'odontoiatra. Sull'archiviazione, la revisione del 2025 ricorda che i modelli in gesso occupano spazio e che il dato digitale nasce già pronto per essere conservato. Proprio perché è comodo da conservare, va conservato bene.

Privacy e sicurezza dei file dei pazienti

Una scansione intraorale salvata nella scheda di un paziente è un dato relativo alla salute. Il Garante privacy, nel provvedimento del 7 marzo 2019 sui dati sanitari, ricorda che queste informazioni rientrano nelle categorie particolari di dati dell'articolo 9 del GDPR. Per i trattamenti necessari alla cura, svolti da un professionista soggetto al segreto professionale o sotto la sua responsabilità, non serve il consenso del paziente; restano però l'informativa e la responsabilità del titolare di scegliere misure adeguate. Il Garante precisa che le misure di sicurezza vanno calibrate sul rischio e che una violazione dei dati, quando presenta rischi per le persone, va notificata entro 72 ore.

Nel lavoro di tutti i giorni questo si traduce in abitudini concrete:

  • invia le scansioni solo attraverso i canali che il titolare ha autorizzato, mai dalla tua mail personale o da app di messaggistica private;
  • controlla due volte nome del paziente e destinatario prima di inviare;
  • non salvare copie su chiavette, desktop o cartelle condivise non previste;
  • chiudi la sessione quando lasci la postazione e segnala subito al titolare un invio sbagliato o un'anomalia del computer.

Per il quadro su informativa e consenso nello studio trovi un approfondimento in consenso informato e privacy GDPR nello studio odontoiatrico. Sul lato tecnico, cioè come proteggere i computer collegati allo scanner da phishing, password deboli e reti wifi poco sicure, è il tema del corso Vulnerabilità informatica nello studio odontoiatrico.

Odontoiatria digitale: aggiornarti con ASO Facile

Lo scanner è solo un pezzo dell'odontoiatria digitale. Il corso L'evoluzione del digitale in odontoiatria, tenuto da un odontoiatra con formazione da odontotecnico, racconta il passaggio dallo studio analogico a quello digitale con attenzione al ruolo dell'ASO: gestionale, archivi, radiografie, comunicazione con i pazienti e strumenti come gli scanner intraorali, con casi reali. Se invece ti serve capire come lo scanner e gli altri dispositivi si collegano al sistema informatico dello studio, e come risolvere i piccoli problemi quotidiani, c'è Odontomatica.

Tutti i corsi durano 2 ore, con video, slide, test finale e attestato PDF scaricabile subito dall'area riservata, firmato da Esselle Servizi, agenzia formativa accreditata dalla Regione Piemonte. Con cinque corsi a 99 € completi le 10 ore di aggiornamento annuale: puoi partire dal corso sul digitale in odontoiatria e scegliere gli altri tra i corsi di aggiornamento ASO online.

Fonti: Mangano F. et al., Intraoral scanners in dentistry: a review of the current literature, BMC Oral Health 2017 (PMC); Baradee A.A., Spies B.C., Are Conventional Impressions Obsolete?, Australian Dental Journal 2025 (PMC); Pesce P. et al., Accuracy of Full-Arch Intraoral Scans Versus Conventional Impression, J Clin Med 2024 (PMC); Srivastava G. et al., Accuracy of Intraoral Scanner for Recording Completely Edentulous Arches, Dent J 2023 (PMC); Singh R. et al., umbrella review, Cureus 2025 (PMC); Gallardo Y.R. et al., J Prosthet Dent 2018 (DOI); Róth I. et al., Learning curve of digital intraoral scanning, BMC Oral Health 2020 (PMC); Tawfik M.H.A. et al., Effect of saliva on accuracy of digital dental implant transfer, BMC Oral Health 2024 (PMC); CDC, Sterilization and Disinfection of Patient-care Items in Dental Settings; Garante privacy, provvedimento n. 55 del 7 marzo 2019 e pagina Misure di sicurezza. Verificato il 9 ottobre 2026.

Domande frequenti

Cos'è uno scanner intraorale?

È un dispositivo ottico che proietta luce sui denti, ne acquisisce le immagini e le trasforma in un modello 3D dell'arcata. Sostituisce o affianca l'impronta tradizionale con materiale e cucchiaio.

L'impronta digitale è precisa come quella tradizionale?

Le revisioni sistematiche la considerano affidabile su singoli elementi e settori e, per l'arcata completa, in genere simile alla convenzionale ma con risultati contrastanti. Sulle arcate edentule le discrepanze maggiori riguardano bordi periferici e palato molle.

Che file produce uno scanner intraorale?

Produce un modello 3D che può essere esportato in formati aperti come STL, OBJ o PLY, leggibili da qualsiasi software CAD, oppure in un formato proprietario del produttore. Il formato da inviare va concordato con il laboratorio.

Come si disinfetta il puntale dello scanner intraorale?

Il puntale tocca le mucose ed è un oggetto semicritico: va sterilizzato o sottoposto a disinfezione di alto livello secondo quanto consente il dispositivo. Metodo, prodotti e numero di cicli sono indicati nelle istruzioni del produttore.

Lo scanner intraorale è più comodo per il paziente?

Secondo una revisione sistematica del 2018, in 4 studi su 5 i pazienti hanno trovato la scansione più confortevole, con meno ansia e nausea. È utile soprattutto con chi ha un forte riflesso del vomito.

Cosa fa l'ASO durante una scansione intraorale?

Prepara paziente e postazione, tiene il campo asciutto e i tessuti divaricati, gestisce il puntale e la sua riprocessazione, invia i file al laboratorio e li archivia trattandoli come dati sanitari.


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