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Alginato e impronte dentali: la guida pratica per l'ASO

Alginato e impronte dentali: la guida pratica per l'ASO

In breve. L'alginato è un materiale da impronta elastico della famiglia degli idrocolloidi irreversibili: polvere a base di sali dell'acido alginico che, mescolata con acqua, passa da pasta a gel con una reazione chimica che non si può invertire. Si usa per impronte preliminari e di studio, impronte dell'arcata antagonista, provvisori, bite e mascherine. È economico e veloce, ma poco stabile: l'impronta cambia dimensione se resta all'aria o in acqua, quindi va sciacquata, disinfettata, conservata in ambiente umido e colata in gesso il prima possibile, idealmente entro 30 minuti.

Per te che lavori in studio l'alginato è una delle preparazioni più frequenti della giornata: impronte per i modelli di studio, per le mascherine sbiancanti, per l'antagonista di una corona. Un'impronta sbagliata significa ripeterla, con il paziente che ha già avuto un conato e l'agenda che slitta. Quasi tutti gli errori nascono in tre momenti che passano dalle tue mani: la preparazione, il controllo dopo la rimozione e il percorso fino al laboratorio.

Cos'è l'alginato dentale

L'alginato è un idrocolloide irreversibile: un gel elastico a base d'acqua che, una volta indurito, non torna più allo stato fluido. La polvere contiene alginato di sodio, solfato di calcio, un ritardante (fosfato trisodico), riempitivi come la terra di diatomee e fluoruri. Quando aggiungi l'acqua, il ritardante si consuma per primo e ti lascia il tempo di lavorare; finito quello, l'alginato reagisce con il calcio e gelifica. È la descrizione che trovi nella revisione "Alginate impressions: a practical perspective" pubblicata sul Journal of Conservative Dentistry.

Molti alginati hanno un indicatore di colore che cambia quando il materiale ha fatto presa, e oggi sono diffusi quelli senza polvere volatile. I requisiti di qualità, l'etichettatura e le istruzioni d'uso degli alginati sono fissati dalla norma ISO 21563:2021 sui materiali da impronta idrocolloidi. Per questo la scheda tecnica del prodotto che usi è il riferimento vero per dosi e tempi.

Alginato o siliconi: quale materiale da impronta per quale lavoro

I materiali da impronta elastici si dividono in due famiglie: gli idrocolloidi (alginato e agar) e gli elastomeri (siliconi per condensazione, siliconi per addizione, polieteri). Gli elastomeri sono regolati da un'altra norma, la ISO 4823, oggi nell'edizione 2025.

MaterialePunti di forzaLimitiUso tipico
Alginato (idrocolloide irreversibile)Economico, rapido, idrofilo, ben tollerato dal pazientePoco stabile nel tempo, si strappa nei sottosquadri profondi, di norma una sola colataModelli di studio, antagonisti, provvisori, mascherine, bite, apparecchi ortodontici
Silicone per condensazioneBuona maneggevolezza e ottimo recupero elasticoLa reazione libera un sottoprodotto, di solito etanolo, che altera le dimensioni nel tempoImpronte di precisione
Silicone per addizione (polivinilsilossano)Molto preciso e stabile dopo la presaIdrofobo: serve un campo asciutto. I guanti in lattice possono interferire con la presaImpronte definitive per protesi fissa e mobile
PolietereIdrofilo, stabile, ottima riproduzione dei dettagliCostoso, molto rigido, più difficile da rimuovere dalla boccaImpronte definitive

In pratica: l'alginato serve quando basta un modello affidabile per studio, antagonista o dispositivi; quando l'odontoiatra deve registrare con precisione una preparazione o un impianto, si passa agli elastomeri. Le caratteristiche dei siliconi e dei polieteri sono riassunte in uno studio pubblicato su BMC Oral Health, mentre l'interferenza tra guanti in lattice e polivinilsilossani è segnalata nelle linee guida CDC per il controllo delle infezioni in odontoiatria. Se in studio usate i siliconi per addizione, chiedi all'odontoiatra quali guanti preferisce durante la manipolazione.

Come preparare l'alginato, passo per passo

Prima di aprire il barattolo, prepara tutto sul piano: ciotola in gomma pulita, spatola a lama larga, misurino della polvere e cilindro per l'acqua forniti dal produttore, portaimpronte provati, adesivo per alginato, garza, sacchetto richiudibile, disinfettante e modulo per il laboratorio. È la stessa lista che usa il materiale formativo dell'agenzia NHS per la formazione odontoiatrica dell'Irlanda del Nord.

  1. Agita il barattolo e richiudilo subito. La polvere teme l'umidità e il caldo: lasciata aperta si deteriora.
  2. Dosa come dice il produttore. Il rapporto polvere/acqua è scritto nella scheda tecnica e cambia da prodotto a prodotto: usa sempre il misurino e il cilindro della confezione, rasando il misurino senza pressare. Se l'acqua dello studio è molto ricca di minerali, si può usare acqua distillata o demineralizzata.
  3. Prima l'acqua, poi la polvere. Versa l'acqua nella ciotola e aggiungi la polvere dosata.
  4. Spatola con energia. Movimenti rapidi con la spatola a lama larga, fino a un impasto omogeneo. Come riferimento, la revisione del Journal of Conservative Dentistry indica circa 60 secondi a mano e 15 secondi con miscelatore meccanico, ma vale il tempo della tua scheda tecnica. L'impasto giusto è cremoso e non cola dalla spatola.
  5. Carica il portaimpronta. Riempi fino ai bordi senza esagerare, controlla che il materiale sia passato nei fori ed elimina l'eccesso. Lisciare la superficie con il dito guantato bagnato aiuta.

Temperatura dell'acqua e tempo di presa dell'alginato

La temperatura dell'acqua è la leva che controlla il tempo di presa: l'acqua più calda accelera la gelificazione, quella più fredda la rallenta e ti dà più tempo di lavoro. Il tempo di presa si regola cambiando la temperatura, non la consistenza: aggiungere acqua o polvere "a occhio" peggiora l'impronta. I tempi di lavoro e di presa dipendono dal prodotto e sono indicati nella scheda tecnica. Se lo studio d'estate è molto caldo, è normale che l'alginato "scappi" prima del solito.

Scelta e prova del portaimpronta

Per l'alginato si usano portaimpronte forati, oppure portaimpronte lisci con adesivo specifico. L'adesivo va steso in strato sottile e lasciato asciugare circa 5 minuti: ricordatelo quando prepari il vassoio, non quando il paziente è già seduto. Il portaimpronta deve coprire tutti i denti ed essere di 3-4 mm più largo dell'arcata, secondo il materiale formativo NIMDTA, e non deve flettere.

Prova sempre il portaimpronta vuoto. Se il palato è molto profondo o mancano denti posteriori, l'odontoiatra può modificarlo con cera o pasta termoplastica per ridurre gli spessori di alginato. Le eventuali travate di un ponte vanno bloccate con cera, altrimenti l'impronta si strappa proprio lì. Ripassare l'anatomia del cavo orale aiuta a riconoscere i punti critici: il palato molle, la zona retromolare, i fornici vestibolari.

Il paziente durante l'impronta: preparazione e riflesso del vomito

Prima dell'impronta spiega al paziente cosa succederà e quanto dura. Far sciacquare la bocca con acqua elimina la saliva filante e riduce le bolle; i detriti sulle superfici occlusali si soffiano via con la siringa aria, senza però seccare troppo i denti, perché l'alginato aderisce allo smalto disidratato e si strappa alla rimozione. Spalmare un po' di alginato sulle superfici occlusali con il dito, prima di inserire il portaimpronta, riduce i vuoti d'aria.

L'impronta è una delle procedure che possono scatenare il riflesso del vomito. I suggerimenti del materiale NIMDTA e della British Orthodontic Society sono concreti:

  • non sovraccaricare il portaimpronta, soprattutto nella parte posteriore;
  • far tenere al paziente la testa inclinata in avanti, così il materiale non scivola verso la gola;
  • distrarlo: indicazioni sul respiro, conto alla rovescia del tempo che manca, voce calma;
  • rassicurarlo prima e durante, con un atteggiamento sicuro.

Una revisione sistematica del 2023 sulla gestione del riflesso del vomito ha trovato prove a favore delle tecniche di distrazione, soprattutto nei bambini. Il tuo ruolo qui conta molto: mentre l'odontoiatra tiene fermo il portaimpronta, sei tu a parlare con il paziente e a tenere pronta la bacinella o le salviette.

Rimozione e controllo dell'impronta

Durante la gelificazione il portaimpronta va tenuto fermo, con pressione leggera e costante: se si muove o si preme troppo, il materiale fa presa sotto tensione e l'impronta si deforma quando esce dalla bocca. Alla rimozione si rompe prima il sigillo nei fornici e poi si estrae con un movimento deciso e rapido, senza dondolare. Un trucco utile: tieni da parte un po' di alginato nella ciotola per capire quando ha fatto presa.

Appena l'impronta esce, guardala sotto una buona luce prima di sciacquarla. Controlla che:

  • tutti i denti siano registrati, con il fondo dei fornici e il palato;
  • non ci siano bolle o vuoti sulle superfici occlusali e sui margini;
  • non ci siano stiramenti, strappi o zone scollate dal portaimpronta;
  • il materiale non sostenuto, soprattutto in fondo, sia rifilato con un bisturi, perché il suo peso deforma l'impronta.

Se trovi un difetto nella zona che serve all'odontoiatra, segnalalo subito: rifare l'impronta adesso costa un minuto, scoprirlo sul modello costa un appuntamento.

Errori comuni con l'alginato: causa e rimedio

ErroreCausa probabileRimedio
Bolle e vuoti sull'improntaSaliva o detriti sui denti, aria intrappolata nell'impastoFar sciacquare il paziente, soffiare i detriti, spatolare in modo rapido e completo, spalmare alginato sulle occlusali
Stiramenti e deformazioniPortaimpronta mosso o premuto durante la presa, rimozione lenta o a scattiTenere fermo con pressione leggera, rimuovere con un solo movimento rapido
StrappiDenti troppo asciutti, sottosquadri profondi o travate non bloccate, rimozione prima della presa completaNon seccare lo smalto, bloccare i sottosquadri con cera, controllare il campione in ciotola
Impronta staccata dal portaimprontaPortaimpronta non forato o adesivo assente o non asciuttoUsare portaimpronte forati o adesivo lasciato asciugare
Impronta corta o incompletaPortaimpronta della misura sbagliata, poco materiale, portaimpronta non inserito fino in fondoProvare il portaimpronta vuoto, dosare il materiale per la misura scelta
Presa troppo rapidaAcqua calda o ambiente caldoUsare acqua più fresca, nei limiti indicati dal produttore
Modello imprecisoSineresi o imbibizione per colata tardiva, impronta lasciata all'aria o in acquaGarza umida, sacchetto chiuso, colata rapida
Cuspidi del modello morbide o gessoseImpronta capovolta sul gesso durante l'indurimento, con l'acqua che sale verso le cuspidiFar indurire il gesso con i denti rivolti verso il basso

Disinfezione delle impronte e conservazione

Ogni impronta esce dalla bocca contaminata da saliva e a volte da sangue. Le linee guida CDC chiedono di pulirla e disinfettarla il prima possibile dopo la rimozione, consultando il produttore sulla stabilità del materiale. Le indicazioni operative del Ministero della Salute per l'attività odontoiatrica, scritte nel 2020, descrivono la sequenza in studio:

  1. lavare l'impronta subito dopo la rimozione, perché i residui organici bloccano l'azione del disinfettante;
  2. disinfettarla per immersione o spray, con un prodotto compatibile con il materiale secondo le indicazioni del produttore, indossando i dispositivi di protezione;
  3. con guanti puliti, inserirla in un sacchetto e sigillarlo;
  4. compilare la prescrizione fuori dalla zona operativa e metterla in una busta separata;
  5. indicare in prescrizione le operazioni di disinfezione svolte.

Lo stesso documento ricorda che l'alginato è un materiale permeabile e quindi più difficile da disinfettare a fondo dei siliconi: va maneggiato con guanti anche dopo la disinfezione. Le procedure generali di riprocessazione sono quelle che conosci dai protocolli di sterilizzazione e igiene dello studio.

Sineresi e imbibizione: perché l'impronta va colata presto

L'alginato è fatto in gran parte d'acqua e la sua forma dipende da quanta ne trattiene. La sineresi è la perdita d'acqua: lasciata all'aria, l'impronta espelle liquido e si contrae. L'imbibizione è il contrario: in acqua o in un disinfettante per troppo tempo, l'impronta assorbe liquido e si gonfia. In entrambi i casi il modello in gesso non corrisponde più alla bocca.

Per questo, dopo la disinfezione, l'impronta si avvolge in una garza umida e si chiude in un sacchetto. Non va lasciata immersa in acqua. Il tempo di immersione nel disinfettante deve essere esattamente quello indicato dal produttore. Il materiale formativo NIMDTA indica di colarla idealmente entro 30 minuti; l'alginato regge di norma una sola colata.

Invio al laboratorio odontotecnico

Le linee guida CDC insistono sulla comunicazione tra studio e laboratorio: lo studio dichiara per iscritto come ha disinfettato l'impronta, così il laboratorio non ripete il trattamento e non danneggia il materiale. Se l'informazione manca, il laboratorio deve pulire e disinfettare di nuovo. Nel modulo che accompagna il sacchetto scrivi quindi il nome del paziente o il codice, l'arcata, il tipo di lavoro, il disinfettante usato e l'ora della presa d'impronta. Se il laboratorio non è in grado di colare l'impronta in tempi brevi, parlane con l'odontoiatra: per un'impronta in alginato che deve viaggiare, valutate insieme se colarla in studio. La gestione dei rapporti con il laboratorio è uno dei temi del corso L'ASO in odontoiatria protesica.

E l'impronta digitale?

Sempre più studi affiancano all'alginato lo scanner intraorale, che registra l'arcata in un file invece che in un materiale. Le indicazioni del Ministero della Salute citano la digitalizzazione di impronte, modelli e prescrizioni tra le misure che riducono il rischio di contaminazione crociata tra studio e laboratorio. Il passaggio dallo studio analogico a quello digitale, con gli strumenti che l'ASO si trova a gestire, è il tema del corso L'evoluzione del digitale in odontoiatria. Come funziona e cosa fa l'ASO lo trovi nella guida allo scanner intraorale.

Impronte e protesi con ASO Facile

Se vuoi lavorare con più sicurezza su impronte, materiali e passaggi con il laboratorio, ci sono due corsi pensati per l'ASO. L'ASO in odontoiatria protesica, con Maria Teresa Tranchese, copre i protocolli di allestimento, i materiali e il supporto all'odontoiatra nelle impronte. Protesi: trucchi e consigli, con il dott. Fabrizio Trecca, guarda le stesse fasi dal punto di vista di chi ha lavorato come odontotecnico e come odontoiatra, con casi clinici.

Ogni corso dura 2 ore, con video, slide e test finale, e l'attestato è firmato da Esselle Servizi, agenzia formativa accreditata dalla Regione Piemonte. Con cinque corsi a 99 € completi le 10 ore di aggiornamento obbligatorio dell'anno. Trovi tutto il catalogo nei corsi di aggiornamento ASO online.

Fonti: Nandini V.V. et al., "Alginate impressions: a practical perspective", J Conserv Dent 2008; CDC, Guidelines for Infection Control in Dental Health-Care Settings, MMWR 2003; Ministero della Salute, Indicazioni operative per l'attività odontoiatrica durante la fase 2 della pandemia Covid-19, 2020; ISO 21563:2021; ISO 4823:2025; NIMDTA, Alginate impression taking; British Orthodontic Society, The taking of dental impressions; BMC Oral Health 2022 (elastomeri); Sci Rep 2025 (siliconi per condensazione); J Dent Shiraz 2023 (riflesso del vomito). Verificato il 9 ottobre 2026.

Domande frequenti

Cos'è l'alginato dentale?

È un materiale da impronta elastico della famiglia degli idrocolloidi irreversibili. Si presenta come polvere che, mescolata con acqua, diventa un gel che non torna più fluido.

Come si prepara l'alginato?

Si dosano polvere e acqua con il misurino e il cilindro del produttore, si versa prima l'acqua e poi la polvere e si spatola rapidamente fino a un impasto cremoso che non cola dalla spatola. Dosi e tempi sono quelli della scheda tecnica del prodotto.

Qual è il tempo di presa dell'alginato?

Dipende dal prodotto ed è indicato nella scheda tecnica. L'acqua più calda accelera la presa, quella più fredda la rallenta e allunga il tempo di lavoro.

Come si disinfetta un'impronta in alginato?

Si sciacqua subito sotto acqua corrente, si disinfetta per immersione o spray con un prodotto compatibile e per il tempo indicato dal produttore, poi si avvolge in garza umida e si chiude in un sacchetto sigillato.

Entro quanto va colata un'impronta in alginato?

Il prima possibile, idealmente entro 30 minuti. L'alginato perde acqua all'aria (sineresi) e ne assorbe se resta immerso (imbibizione), e in entrambi i casi il modello diventa impreciso.

Che differenza c'è tra alginato e silicone per impronte?

L'alginato è economico e rapido ma poco stabile, e si usa per modelli di studio, antagonisti e dispositivi. I siliconi e i polieteri sono più precisi e stabili e si usano per le impronte definitive di protesi.


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